Fantasticare dentro le figure

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Qualche settimana fa mi sono imbattuta nel progetto ANDERSEN A SPASSO*. Si tratta di un progetto rivolto alle scuole per costruire storie e fiabe alla maniera di Hans Christian Andersen,  ovvero ispirandosi all’immaginario e al processo creativo dello scrittore danese. Tra pochi giorni si chiude la prima edizione dell’iniziativa e, al di là degli esiti del concorso, è l’idea stessa alla base del progetto a meritare un approfondimento.

Avvicinare i ragazzi al mondo di Andersen, alle sue fiabe, alla sua storia personale e ai luoghi che lo hanno influenzato è una delle leve da cui muove il progetto; un’altra,  la si può comprende attraverso un aneddoto che riporta Vincenzo Cerami, nell’introduzione al volume ‘Fiabe e storie‘.

Scrive Cerami che, una volta, Bertel Thorvaldsen, un amico scultore di Andersen, sbalordito dalla fantasia dello scrittore gli disse: “Lei può trarre una fiaba da qualunque cosa, perfino da un ago da rammendo!” Thorvaldsen aveva ragione: nelle fiabe di Andersen ci sono numerosi oggetti comuni (che diventano elementi portanti della narrazione) e c’è spesso una matrice visuale alla base dei sui racconti. In questa direzione ANDERSEN A SPASSO rappresenta per i ragazzi la possibilità di sperimentare, seguendo l’esempio di Andersen, un processo immaginativo che parte dall’immagine visuale e arriva all’espressione verbale.

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A guidare i ragazzi in questo percorso di immaginazione letteraria, lungo le tracce lasciate dallo scrittore, ci sono due mazzi di carte; su ogni carta c’è una immagine ed un testo. Nel mazzo di carte azzurro c’è un oggetto e la ragione che spiega il suo legame con la vita dello scrittore, in quello rosso c’è l’inizio di una nuova narrazione, costruita grazie ad analogie, simmetrie o contrapposizioni con la carta azzurra corrispondente. Ad inventare le carte ci sono Massimiliano Tappari e Chiara Carminati.

Massimiliano Tappari ha una spiccata abilità nel riuscire a smontare quello che intercetta con lo sguardo; è abituato a  zumare, a cogliere i dettagli.  Così facendo, decontestualizza e regala alla stessa figura, nuove possibilità, nuove occasioni per poter dire altro di sé e di farlo, sempre, in modo sorprendente (sul blog avevamo raccontato il libro Miramuri, dello stesso autore). Dall’immagine nuova Chiara Carminati parte, affonda lo sguardo e comincia a scrivere; nel farlo mantiene pochi frammenti del ritratto da cui tutto era cominciato e crea descrizioni inedite di luoghi, di piante, di timidi folletti e altri strani animali.

Fantasticare dentro le figure è ciò che hanno fatto gli autori ed è ciò che contribuisce a connotare questo progetto come uno strumento della pedagogia dell’immaginazione ad uso di insegnanti e studenti, che sia stato Hans Christian Andersen ad aver indicato la strada, con le sue storie e la sua esperienza di scrittura, è voler ribadire che la definizione dello scrittore come ‘autore di racconti fantastici pei giovinetti’ sia solo un dettaglio di una figura assai più grande.

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*il  progetto per le scuole è a cura di Hans Christian Andersen Foundation, VisitDenmark, VisitOdense, con la collaborazione di Donzelli editore e ideato e realizzato da ANDERSEN – la rivista e il premio dei libri per ragazzi.

Categorie:i libri

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