Niente di niente

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Dieci doppie pagine in cui Yael Frankel racconta una storia fatta di niente di niente, usando come protagonista, una pietra; il soggetto che sta fermo per antonomasia, la figura che, per sua natura, è oggetto dell’azione e dello sguardo altrui. Il vuoto e la noia smorzano i ritmi, sono elementi narrativi che non ammiccano e non sbrilluccicano ma, hanno il grande pregio di possedere in nuce una promessa di trasformazione.

Nelle pagine si rincorrono gli indefiniti negativi; li ritrovi, riga dopo riga, mentre provano a comporre insieme mancanze e pezzi di tempo vuoto. La particella affermativa entra due volte nel libro: all’inizio quando “C’era una volta una pietra. Sì, una pietra… e poi, di nuovo, per spezzare il ritmo ed introdurre un’inferenza che ha le fattezze di un bambino “Sì, un bambino…”

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Nonostante il testo ti stia elencando puntualmente il nulla, non smetti di aver voglia di voltare la pagina e di andare a vedere cosa accade dopo. Ti succede perché l’autrice distribuisce indizi visivi sulle pagine, propone deviazioni sulla trama principale illustrando le parole e interpretandone il non detto. Arrivano così persone grandi e persone piccole, animali veri e animali finti e pesci fin dai risguardi (perché, a pensarci bene,  una pietra e un pesce hanno già una storia in comune). Mentre leggi ti soffermi sul foglio per cercare la pietra, riconoscere il bambino sulle tavole e per giocare a svelare i rimandi visivi che legano tra loro le singole esperienze. La rivista ‘Pescare oggi’ è un esempio acuto e divertente di un tessuto visivo, costruito ad arte da Yael Frankel, che collega e preannuncia una vicinanza, un possibile legame.

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Nel libro è descritto tutto il niente che può accadere quando a una pietra e a un bambino non succede niente di niente, quando non si ha nessuno, non si fa nulla e non si sente niente, almeno “Finché, un giorno…” La frase è l’inizio di una nuova narrazione che comincia sulla penultima doppia pagina del libro. L’autrice ha a disposizione sono due facciate per raccontare il resto e lo fa con la sintesi dei segni e l’energia di un salto.

‘Niente di niente’ è un libro costruito su un’idea solida con uno stile essenziale, occorre arrivare alla fine del libro per capire quanto potente sia il suo argomento e per scoprire ciò che trasforma un grigio, in azzurro cobalto.

Niente di niente, di  Yael Frankel, Kite edizioni.

Categorie:i libri

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