A prescindere dall’uomo

I bambini e gli animali appartengono alle cose del mondo più che alle opinioni che ogni giorno fabbrichiamo sulle cose del mondo. Così scrive Franco Arminio nelle dediche del libro e ti spiega che la specificità degli animali (e dei bambini) esiste a prescindere dall’uomo che hanno intorno.

A ribadire il concetto ci pensa la capra di Craco quando, parlando del suo paese, spiega “Le persone dicono che è un paese morto. Le persone dicono sempre così quando in un posto non ci sono più gli uomini, come se noi capre, e le bisce e i corvi e le lumache e le lucertole non contassimo niente”. In questo libro non è così: gli animali contano. Franco Armino fa esercizi di approssimazione alla diversità, presta la voce agli animali di paese, provando a raccontare da un’altra prospettiva i giorni, i luoghi e le relazioni.

topo-seiIn ogni pagina un animale che abita luoghi un po’ discosti si presenta e porta sul foglio i propri crucci, i ricordi e le intenzioni. Spesso nel farlo, lega la propria storia a quella dell’uomo che gli sta intorno; saprai così del compagno di vita che condivide il faticoso destino di “camminare sempre a piedi”,  o di quello che sceglierà di non fare la festa al suo maiale, di quelli che sono in guerra con le mosche e di tanti altri che si sono trovati a incorciare le esistenze di questi animali. Arriva in una doppia pagina anche un elefante; potrebbe sembrare fuori luogo se non fosse stato messo lì proprio per ricordare che, nei luoghi che stanno più in là, la gente di solito “pensa sempre di aver a che fare con cose piccole”. Che poi, chissà.

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I disegni di Simone Massi sono materici, sono graffi sul colore che giocano con la luce. Sono fatti di bianco e nero, sono precisi nei dettagli, potrebbero sembrere vecchie foto, se non fosse per quel segno rosso che arriva sulla carta per tradire, per infrangere quell’idea, per dirti che non c’è nulla di fermo e di antico: è rosso, è sangue, è vita. Alcuni ti guardano dritto negli occhi, altri hanno orecchie tese e sguardo puntato su possibili vie di fuga; dell’uomo, te l’hanno detto, non sempre ci si può fidare.

topo-due_0-pngCome scrive nell’introduzione al libro l’editore Massimo De Nardo, Franco Arminio e Simone Massi vivono in luoghi differenti ma osservano dalle loro finestre un mondo che si somiglia. I due autori non condividono soltanto ciò che guardano (e che sanno magistralmente raccontare) ma, anche, una consapevolezza dello sguardo; l’idea, rassicurante e struggente al tempo stesso,  di un creato che non inizia e non finisce mai, con l’uomo che sta guardando.

Il topo sognatore e altri animali di paese, di Franco Arminio, illustrato da Simone Massi; introduzione di Massimo De Nardo, Rrose Sélavy Editore

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