Scrutare l’infinito

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Hai appena letto il titolo in copertina e subito dopo, il primo rigo, della prima pagina, ti dà il benvenuto con un “C’era una volta l’infinito”. Ma, può una storia piccola contenere l’infinito? Nel corso della lettura avrai gli strumenti per rispondere a questa domanda e la sensazione di spaesamento iniziale si diraderà quasi del tutto, se non fosse per i disegni di Alicia Baladan che non hanno nessuna intenzione di riportarti con i piedi per terra.

‘Storia piccola’ è un libro che racconta ciò che è infinitamente grande e infinitamente piccolo, che tiene insieme l’immensa gioia e gli attimi di cui si sostanzia. Cristina Bellemo all’inizio e alla fine del libro ricompone l’infinito e, con parole matrioska, traccia il sentiero per arrivare dall’infinito al principe Beniamino e da quell’istante al per sempre.

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Ogni doppia pagina scandisce i momenti della vita del principe Beniamino, dal suo arrivo alla sua partenza, e mostra la felicità  con cui Reginamamma e Repapà accompagnano e partecipano alle sue esperienze di crescita. Come un diario che fissa nella memoria gli episodi cruciali di un’infanzia, così procede il libro: dal momento in cui Beniamino urlò la sua meraviglia al mondo, a quello in cui scoprì il corpo, i bisogni e le emozioni. Ad ogni scoperta, ad ogni conquista, introdotta con una parola pronunciata da Beniamino, corrisponde una risposta dei genitori. I due rendono omaggio ai singoli momenti con feste fatte di musica, alberi e parole, sostengono il figlio e, pur di esserci, dimenticano cose importanti (come la guerra e di togliersi le ciabatte).

Le tavole di Alicia Baladan suonano quando arrivano i musicanti e respirano insieme alla storia. Ti portano in un’atmosfera sospesa dove pochi colori predominanti caratterizzano le scene cariche di simboli e geometrie ricorrenti. Nei disegni la natura delle cose si confonde e si contamina: c’è la lava che diventa fiume e rami che si fanno note, respiro, orecchie e corna.

Ci sono animali e oggetti che cambiano; la loro forma è metafora del racconto. La sagoma del guscio della lumanca che cammina in quell’otto capovolto sui primi fogli, ad esempio, richiama, nell’ultima pagina,  il profilo di una grande conchiglia, come quelle che contengono le voci del mare e ti invitano al viaggio. Anche il vulcano, elemento ricorrente nell’arte popolare latino americana, è testimone e simbolo di vita: c’è un imponente vulcano nella pagina della nascita di Beniamino e due vulcani che diventano minuscoli, al cospetto dei sogni del bambino.

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“Lontano” è la parola che preannuncia la partenza verso il regno di ciò che è desiderato, cercato, atteso, un luogo che per sua natura non ha limiti. E così, Reginamamma e Repapà si preparano ad un “Arrivederci” nel solo modo che sanno: con un passo indietro rispetto al figlio, gli occhi che tengono e il cuore che balla.

‘Storia piccola’ è un libro generoso e poetico; è una di quelle storie scritte con le mani sulle carte variopinte, da leggere ai principi Beniamini, alle Reginemamme e ai RePapà di tutte le età. A tutti quelli che si preparano al viaggio e a tutti quelli che cercano le parole giuste per un saluto.

Storia piccola, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan, Topipittori, 2015

 

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