Dal filtro del sapere quotidiano

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Esiste un sapere che si costruisce nella continuità dei giorni e dei gesti quotidiani. Una somma di conoscenze che i piccoli apprendono semplicemente abitando un luogo, inteso non tanto come spazio fisico, ma come ambiente dove nascono i significati. La preposizione presente nel titolo del libro chiarisce che è in uno di quegli ambienti che stiamo per avventurarci.

Tra le pagine si raccontano pratiche silenziose e consuetudini di una famiglia di topi. In teoria un piccolo uomo, come un piccolo topo, è capace di percepire nell’esperienza quotidiana tutto quello che può riconoscere attraverso i suoi organi; di fatto però egli comincia a distinguere e a attribuire valore a ciò che il sapere quotidiano gli presenta come degno di essere colto e coltivato.  In una famiglia di topi, ad esempio, è importante curare i gesti e i legami,  tenere gli occhi spalancati sul mondo, condividere le esperienze e avere la libertà di sperimentarne altre in autonomia.

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La scrittura di Giovanna Zoboli ti porta ad attraversare questi grandi temi percorrendo piccole liturgie quotidiane disseminate nelle pagine. Così ci sono i baci del mattino e quelli della buonanotte, c’è il tavolo da sparecchiare e  le letture prima di dormire ‘per far correre liberi i pensieri…al buio sotto le stelle’.

A partire dalla narrazione delle attività comuni di una famiglia di topi  accade una delle cose più sorprendenti del libro: mentre la scrittrice traduce l’immaterialità di cui è fatto un valore in qualcosa di piccolo e tangibile, i disegni di Simona Mulazzani vanno in direzione opposta, rivelando la grandezza di tutti quei piccoli gesti con l’intensità dei segni e dei colori.  Attraverso questo andirivieni tra mondi e misure differenti, le autrici  raccontano l’unicità che lega il gesto quotidiano e il valore dell’idea che lo alimenta. Straordinario.

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C’è poi un altro argomento su cui indugia la storia: in una famiglia di topi è fondamentale abitare le differenze imparando così a non averne timore. È un fatto di vitale importanza perché ci sono topi diversi in una stessa famiglia, ci sono topi che vivono esperienze diverse fuori da quella famiglia e c’è uno stesso topo che cambia (perché ‘nessuno si sveglia proprio identico a come era il giorno prima’).

Il sapere quotidiano delle generazioni adulte è la materia prima di quello delle generazioni successive ma l’uno non si esaurisce nell’altro. I più piccoli costruiranno un nuovo sapere destinato a cambiare nel tempo e che forse profumerà ancora di ‘quel tipico odore che c’era in quella specifica famiglia di topi’.

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P.S. Rileggendo l’articolo mi accorgo della necessità di una precisazione. Il racconto dei momenti della giornata con un ritmo cadenzato, le immagini ricche di dettagli per fotografare le attività comuni a tanti bambini, il testo scritto in stampatello, sono tutti elementi capaci di catturare lo sguardo e la curiosità dei piccoli. Non a caso ‘Una famiglia di topi’ è un libro consigliato per i bambini dai 3 anni in su.

Come spesso accade per i picture books, un adulto e un bambino si troveranno a guardare lo stesso libro e a pensare ‘Però, che bel libro!’, anche per motivazioni diverse. Si tratta di ragioni custodite nello sguardo di chi legge e nel respiro che ogni libro porta con sé.

In una famiglia di topi, di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani, Topipittori, 2016

Categorie:i libri

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