La radice chimica del cambiamento

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C’è una busta di carta bianca, come quella usata dai panettieri, a contenere il libro. In copertina c’è la rilegatura cucita con un filo di cotone rosso a tenere stretti i fogli di una storia che scardina i consueti automatismi associativi e sembra costruita su un binomio fantastico fatto da due parole: chimica e tristezza. Da un lato idrogeno e ossigeno, dall’altro Akim e la sua mamma; a mettere in movimento le parole e le immagini arriva sui fogli  Monsieur Lavoisier.

Il racconto svela poco alla volta un intreccio di nessi (solo apparentemente) paradossali  e si muove attraverso analogie per spiegare quanto la trasformazione sia parte essenziale della vita e quanto sia perenne il cambiamento di uno stato, fisico o d’animo, tangibile o microscopico.

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Akim con l’aiuto di Monsieur Lavoisier  riesce a vedere il segreto della trasformazione infinita di ogni cosa; ascolta la storia di magia dello scienziato ed estende a tutto ciò che è vivo il postulato del chimico secondo il quale “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Come la pioggia, ogni persona è una sorta di crogiolo, dove tanti elementi si mischiano, si confondono prendendo forme mai completamente definitive. Ogni persona può essere stata solo baci e altri liquidi e al tempo stesso attimi di gioia o febbre di nostalgia.

Il racconto si alimenta di esempi di trasformazioni possibili di tutto quello che Akim conosce (seta-lana-ceramica-grano-concime fuoco-cenere…) e  di quello che vede ma non sa già decifrare; tutto, ora ne è certo, è destinato a cambiare.

Le immagini di Monica Saladino danno maggiore forza ed enfasi al concetto di trasformazione; la tecnica del collage con cui sono realizzate le illustrazioni rivela concretamente cosa significhi perdere il proprio contorno, nascere di nuovo con una forma (e un significato) differente, restando però sempre parte di un disegno più grande. Così sui fogli ci sono pezzi di carta e ritagli, piccoli dettagli a matita per realizzare le scene; il libro stesso diventa oggetto prezioso confezionato con cura in modo da lasciare visibile la materia di ciò che partecipa al ciclo infinito della trasformazione.

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Akim pensò alla grafite che diventa parole sulla carta, così Cristina Nenna, prima che il libro  finisca, accenna ad un’altra trasformazione possibile: quella delle storie che si formano attraverso le parole e che poi si modificano negli occhi di chi ascolta. Le storie che rinascono, uguali e diverse, ogni volta che qualcuno comincia a leggere o a raccontare. Come quella volta quando Monsieur Lavoisier…

 

Monsieur Lavoisier e il segreto della trasformazione, di  Cristina Nenna, illustrato da Monica Saladino, VerbaVolant Edizioni

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