Uno dei mondi possibili

copertina_puntino

Pochi segni bastano, a volte, per raccontare una storia. In questo libro, ad esempio, attraverso semplici puntini si costruiscono scene e sequenze narrative. Si tratta di una bella prova di narrazione costruita in bianco e nero, sfruttando la posizione di segni essenziali sistemati all’interno di una pagina. La forma, così, enfatizza il concetto scritto con brevissime frasi sui fogli.

Il puntino si presenta; tu che leggi cominci a conoscerlo e scopri che non è solo, ha tanti amici con cui vive bene (abbiamo case, divertimenti e da mangiare). Poco dopo nella storia arriva un altro puntino, diverso: è bianco e sta in cima alla pagina. Il nuovo puntino è sfortunato. Vive anche lui in compagnia di tanti amici puntini ma, loro, a differenza dei puntini neri, hanno un problema: “Non viviamo bene non abbiamo case, divertimenti e da mangiare”. Il disegno delle mani, protese verso l’alto, esplicita con chiarezza quanto urgente sia il loro bisogno di aiuto.

Da qui il libro si addentra in un argomento assai complesso: se leggi il foglio come uno spazio fisico, un luogo reale, i puntini diventano immediatamente simboli che raccontano l’emigrazione, l’accoglienza e anche il rapporto tra mondi diversi.

20160210_084654.jpg

I puntini bianchi esplicitano il loro bisogno e il loro desiderio di cambiare pagina. Da questo momento in poi il ritmo si fa più incalzante; sono i puntini neri a dettare il tempo della storia e a indicare la strategia: si riuniscono (lì, su quella pagina, evidentemente c’è la democrazia e si decide tutti insieme) poi stabiliscono che qualcuno può venire. Si aprono ‘corridoi umanitari’ per puntini bianchi-profughi; nella pagina successiva c’è un Piano! Con calma! Così vi fate male!  un Basta! Fermatevi in questa pagina non ci stiamo tutti! e infine un Dobbiamo trovare una soluzione!

A parlare, però, sono sempre i puntini neri. Loro, nel libro, hanno la voce e la soluzione.

Gli altri puntini, bianchi e silenziosi, li attendono con un grande punto interrogativo che prende corpo sul foglio. Veniamo noi nella vostra pagina, dicono i neri. Così i neri vanno nell’altra pagina perché loro possono aiutare i bianchi. E, insieme, riusciranno a fare tante cose, magnifiche e difficili come superare i margini della pagina e colorare nuovi puntini di  bianco e di nero.

Quando il libro si chiude sulla quarta di copertina è scritto che un mondo migliore è possibile. Lo credo anche io. Mi rassicura la frase e mi sento confortata anche dall’idea che, con l’uso sapiente di qualche manciata di puntini, si possa parlare di complesse problematiche contemporanee ai bambini. C’è però un dettaglio della storia che alimenta un dubbio.

quarta di copertina

Nella sintesi che il libro richiedeva e nella conseguente semplificazione delle situazioni rappresentate si è probabilmente trascurato un altro tema presente nel racconto: il dialogo tra mondi diversi. Non aver reso protagonisti i puntini bianchi nella ricerca della soluzione possibile è stata una scelta narrativa che ha dato, suo malgrado, una rappresentazione discutibile del rapporto tra mondi culturali differenti. Più che un auspicabile autentico dialogo tra diversi siamo stati testimoni di una storia in cui c’era chi aveva la voce e la soluzione e chi aspettava di ricevere soccorso ma la Storia ci ha insegnato quanto possa essere rischioso sottovalutare il potente e radicato pregiudizio culturale camuffato dentro uno slancio umanitario.

Allora i puntini con maestria e intelligenza grafica ci hanno raccontato uno dei mondi possibili ma, forse, non il migliore.

Puntino, di Giancarlo Macrì, illustrato da Carolina Zanotti,  Nuinui editore

Categorie:i libri

Tagged as: ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...