La parte e la melodia

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La parola canto presenta in italiano due accezioni differenti: la parte e la melodia. La parola canto, riferita ai Fratelli Mancuso fa, però, eccezione e comprende contemporaneamente entrambi i significati.  È parte perché è Sutera, il piccolo paese siciliano che si riflette nelle loro composizioni, come fosse un eco di un mondo e di una tradizione sonora dalla quale, giovanissimi emigranti, si allontanarono; è melodia perché è suono della voce e racconto poetico di una canzone.

Occhi di vetro è un canto dei Fratelli Mancuso che si fa libro illustrato, stampato in serigrafia; come se fosse possibile aggiungere alla bellezza, altra bellezza.

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Le illustrazioni di Mara Cerri attingono alla linfa della lirica cantata: da lì partono, portando con sé il vetro, i ricordi familiari di Enzo e Lorenzo Mancuso, il peso delle  mattine cieche. Pagina dopo pagina  diventano parte di un’opera più grande grazie al lavoro di una piccola comunità che si è ritrovata insieme a ragionare della struttura del libro, dei materiali e del segno capace di raccontare l’assenza.

Le biglie di vetro diventano lenti attraverso cui guardare per rivedere l’altro, per sentirlo vicino anche quando non è più accanto. L’illustratrice trasforma un gioco infantile in una metafora di soglia tra due mondi: uno concreto e visibile, l’altro onirico e invisibile; le figure bambine del libro ti portano a visitare lo spazio dove quei due mondi si incontrano, nel luogo immenso e fragile della memoria.

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Un cambio di carta racconta la storia di un fratello che, come recita la canzone, è finito murato nella pietra di Americhe agghiacciate; a lui, prima di entrare nel riverbero luminoso del ricordo, è affidato il compito di accompagnare gli altri fratelli nel loro viaggio al centro del libro.

La carta bianca e l’arancio sono  segni riconoscibili del pozzo dell’anima, il luogo dove i pensieri si fanno più profondi e veri. Una dimensione che è contemporaneamente antica e intima:  così intensamente radicata dentro ciascun uomo, da essere segno di una comune umanità. Sono pagine di angeli senza ali, di barconi rovesciati, di bellezza violata; è il mondo reale, ferito e umiliato, quello che vedi sui fogli. Il tono si fa più grave in questa parte del libro ma i disegni e la musica non cedono mai alla tentazione del lamento disperato. Melodia e segni restano un dolce canto di consolazione e di tenerezza.

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Alla fine del libro c’è l’ultima tavola che ha il suono della gratitudine. Restano sulla pagina gli strumenti con cui i Fratelli Mancuso sanno narrare le loro storie e i due bambini, disegnati nella stessa posa che assumono i due compositori durante le loro esibizioni. Mara Cerri li rappresenta vicini, uno all’ascolto dell’altro, mentre anche i loro corpi dicono di un canto speciale, mosso dalla tensione dell’anima più che dallo spartito.

Occhi di vetro, testo Fratelli Mancuso, illustrazioni Mara Cerri, stampato in serigrafia,  Else edizioni – Orecchio Acerbo 2015. Il libro contiene un codice numerico personalizzato per effettuare il download gratuito alcuni brani musicali dei Fratelli Mancuso, fra cui “Occhi di vetro” e il video di Angelo Loy.

Un caro ringraziamento a Mara Cerri per aver risposto alle mie domande e aver reso ancora più significativa la mia personale scoperta del libro.

Categorie:i libri

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