La scelta della balena

balenottera azzurra

In un’intervista del 2015, parlando di questo libro, Jenni Desmond ha detto: I didn’t choose a blue whale on purpose, it chose me, by just falling out of my head onto the page one day.

Scopriamo così che è stata la balena a scegliere l’autrice: con un gran tuffo è venuta fuori dalla sua testa per finire sopra un foglio di carta. Ci pare di sapere che la balena avesse un qualche sentore del fatto che, ad accoglierla, avrebbe trovato occhi curiosi e mani che sapevano di blu: in ogni caso è così, grazie a quel salto,  che è arrivata fino a noi.

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Jenni Desmond fa leva su alcune virtù che alcuni esseri umani, specie i più piccoli tra loro, conservano:  la curiosità, il piacere di scoprire, il desiderio di conoscere. E a esse si affida, raccontando – come una cantastorie- com’è fatta una balenottera azzurra. Il libro è un compendio, in forma di albo illustrato, di tutto quello che è necessario sapere a proposito di questo cetaceo speciale (le caratteristiche fisiche, l’alimentazione, le abitudini, la cura dei piccoli, ecc).

Le informazioni scientifiche si colorano di esempi, misurazioni ed umorismo; c’è una doppia pagina con un’infografica per illustrare tutto il latte che beve un cucciolo di balena e altre zeppe di misurazioni ottenute con grandezze fantasiose, estranee al  sistema internazionale di unità di misura ma assai vicine alle esperienze e all’immaginazione di un  bambino. Così scopri che per arrivare al peso di una balena sono necessari 55 ippopotami o che il suo soffio è pari a circa 9 bambini di 7 anni uno sull’altro.

Quanto più conosci della balena, tanto più le pareti della casa disegnata nel libro si colorano con i ritratti e le forme dell’enorme mammifero, con le figure incorniciate di diatomee, alberi, vitelli e krill, in un continuo andirivieni tra un sapere antico e scientifico e la quotidianità della vita di un bambino.

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Ad accompagnarti in questo viaggio alla scoperta della balena non c’è Pinocchio nè Achab né Giona; c’è un bimbetto con una corona rossa che prende un libro e comincia a leggere. È lui il compagno d’avventura della balenottera azzurra e il primo lettore di questo libro.

Jenni Desmond riproduce le pagine e la copertina del libro tra le mani del piccolo re e, così facendo, chiarisce che il bambino sulla barca vicino alla balena è proprio quello che prende in mano il libro e legge insieme a te. Questa coincidenza tra le due figure è un modo per accorciare le distanze tra fiction e non fiction, un espediente per tenere nello stesso libro informazioni scientifiche e poesia, quella sorta d’incanto che si prova a trattar di balene. E forse anche una maniera per raccontare quello che capita mentre leggi, quando le storie non le ascolti, ma le abiti.

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La balenottera azzurra, di Jenni Desmond, Lapis Edizioni, 2016

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