Che tu sia un angelo, oppure no

 

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Selda Soganci disegna su tavole di legno di abete, Heinz Janisch scrive una storia sulle ali. Insieme costruiscono questo libro in cui la tensione tra opposti diviene segno fondante. Le superfici levigate e solide sono utilizzate per raccontare la leggerezza di cui è fatto il volo. Così il legno diventa, a seconda delle scene, incarnato dei protagonisti, sfondo, pavimento; elemento essenziale che non tradisce mai la delicatezza e lo slancio del testo.

Solo pochi istanti, giusto il tempo di sfogliare le prime pagine, e la tensione tra pesantezza e leggerezza la ritrovi nuovamente. All’inizio del libro si racconta di un volo che non ha la consistenza labile di un desiderio o di una possibilità. Se sei un angelo, come quello disegnato dal bambino del libro, ti servono le ali, ne hai bisogno per sollevarti. Il volo è per te una necessità ed assume l’urgenza e il peso del bisogno.

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Eppure i modi attraverso cui rispondere al bisogno di volo dell’angelo possono essere un gioco di possibilità e una festa per gli occhi di chi legge. Arrivano così lacci d’acqua, di erba o di lana a cingere con garbo le spalle dell’angelo per regalargli tutte le ali possibili. Ali di onde del mare, di erba, di vetro scintillante, di raggi di sole, di rami in fiore, di bufera di neve, di manciata di ombre, di lettere e di carta bianca.

Bellissime ed effimere ali disegnate con matite e pastelli per raccontare la materia di cui sono fatte e tanti piccoli particolari, sistemati sul foglio, per rivelare l’origine del luogo, dell’emozione o del profumo che le ha generate. La struttura del libro poggia sul dialogo tra bambino ed angelo; entrambi sono disegnati nelle doppie pagine, quasi sempre insieme, in un gioco continuo di proporzioni e prospettive cangianti.

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L’angelo del libro è un angelo bambina. Non è gracile o etereo; è un angelo morbido a cui affidarsi. È un angelo che adesso vola con incantevoli ali con le lentiggini. L’angelo ed il bambino ti salutano mentre si allontanano dalla chioma del vecchio noce e la meraviglia sta tutta lì: negli occhi del bambino che guarda in basso e in quelli dell’angelo che ti dice niente paura. Prova a volare, che tu sia un angelo, oppure no.

 

Regalami le ali, di Heinz Janisch, illustrazioni di Selda Marlin Soganci, Donzelli, 2011

 

 

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