E tutto sentimento ti sei fatto per me

Cicciapelliccia

Casa, ritrovi, mio quartiere: ambiente ch’io vedo e, dove giro, anni dopo anni.
Io t’ho creato nella gioia e nei dolori con tanti eventi e tante, tante cose.
E tutto sentimento ti sei fatto per me.
(Costantino Kavafis)

Questa poesia di Costantino Kavafis è una tra le più belle definizioni che abbia mai trovato di luogo familiare; mi è tornata in mente leggendo ‘Il meraviglioso Cicciapelliccia’ perché la familiarità dei luoghi è una delle possibili chiavi di accesso al libro.

Leggendo attraversi posti diversi in cui non ti senti mai estraneo perché ci sono Beatrice Alemagna ed Eddie che ti accompagnano e ti raccontano di quanto quegli ambienti siano per loro familiari. L’autrice te lo dimostra con i segni ed i colori, capaci di restituire sul foglio l’atmosfera generale e il più piccolo dettaglio della piazza o della stanza. La bambina te lo fa capire da subito, quando si muove sicura nelle strade del quartiere e, correndo da una bottega all’altra, comincia la sua caccia al Cicciapelliccia.

Leggi e segui Eddie. È lei che porta avanti la storia. Eppure ci sono tante pagine in cui vorresti chiederle di rallentare, di fermarsi perché tu stai ancora guardando la fila dei pasticcini di Monsieur Jean, le piante nella vetrina di Wendy, gli stivali del negozio di Mimì, gli specchi nella bottega di Emmett e le facce di quelli che stanno in fila ad aspettare che Theo ritorni al banco. Beatrice Alemagna disegna scene piene, complesse, che riesce a portare nel libro con armonia e semplicità; alla fine lo sguardo non si disorienta ma gioca e riconosce il calore del luogo che si è fatto sentimento.

 cicciapelliccia_1_0

La fiaba è costruita su una struttura classica; Eddie, una bimbetta sveglia e simpatica, deve assolutamente superare una prova difficilissima: trovare un Cicciapelliccia. Per riuscire nell’impresa la piccola protagonista chiederà aiuto ai suoi meravigliosi amici, riceverà da loro una brioche, un quadrifoglio, un bottone e un francobollo della Marina inglese. Oggetti apparentemente inutili e scombinati che, però, nelle mani di Eddie, diventeranno preziosi strumenti per incontrare quell’essere adorabile che è un Cicciapelliccia.

Il ritmo del libro è affidato agli incontri ed è scandito da divertenti giochi di parole, così Cicciapelliccia diventa un Cicciapeloso, un Cicciamolliccia, un Cicciapiumino, un Cicciachè e persino un Ambarabàccicicciotto e siccome nessuno lo ha mai visto, ciascuno può immaginarselo come vuole o almeno può provare ad identificarlo per esclusione. Così non sarà mangiabile, non sarà elegante, non sarà ciccione e sarà, come dice Eddie, rarissimo.

Cicciapelliccia_3

Beatrice Alemagna propone, quasi alla fine del libro, un pagina didascalica in cui Eddie spiega che un Cicciapelliccia, come certi rinoceronti a prezzi speciali, può essere utile in mille situazioni differenti, tutte da scoprire e tutte da ridere. Così se all’inizio del libro non avevi idea di cosa potesse essere un meraviglioso Cicciapelliccia dopo l’avventura di Eddie non solo sei riuscito a dare un significato a questo nome ma sei persino riuscito a riconoscerlo, attribuendogli una forma ed un colore: il fucsia cicciapellicia, appunto.

Il meraviglioso Cicciapelliccia, di Beatrice Alemagna, Topipittori, 2015

Categorie:i libri

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