Solleva il libro, per favore

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Lo spazio tra le pagine è una linea di confine. Come tutti i confini, unisce mentre separa. Quando leggi, di solito, al confine non ci pensi. L’illustratore, l’editore e il tipografo, hanno lavorato affinché lo sguardo possa non accorgersene e tu possa percepire i fogli della doppia pagina come un’unità.

In questo libro, invece, ti capiterà di fare molta attenzione al confine. Sei obbligato a farlo. È lì, in quello spazio tra i due fogli, che si perdono le coccinelle. In questo libro il confine non è una linea. Qui è un burrone. Tu, comunque, non lo vedi. Sai che c’è, perché ti accorgi che qualcosa manca quando passi da un foglio all’altro. Oltre quel limite di pagina qualcosa è accaduto. Se leggi con bambini piccoli è probabile che ti chiedano di sollevare il libro per guardare attraverso il dorso, per essere sicuri che le coccinelle non siano finite lì in mezzo. Ma è un attimo. Loro, infatti, sanno bene che “anche se non si vede, non significa che non esiste”.

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Il confine dei fogli è l’elemento sorpresa, la parte della storia che movimenta una gara già segnata da principio, da quando, poco dopo il VIA, la piccola coccinella grigia stacca tutto lo stormo e si dirige dritta e sicura verso il traguardo.

È un libro senza parole e, come spesso accade nei silent book, ha una colonna sonora che risuona nella tua testa mentre leggi. Ecco, allora, alla linea di partenza un brusio insistente. Poi un fischio, VIA! si parte. Arriva il rumore delle zampe  sul terreno e le ali. Tante minuscole ali che si agitano frettolosamente. Poi i suoni delle coccinelle si fanno più soffusi; succede a causa della distanza che separa la prima coccinella da tutte le altre. Ad un tratto, un cambiamento di tono nei rumori del gruppo, costringe la coccinella che corre più veloce a voltarsi. È stato quel rumore a farla voltare. È quello che vede a costringerla a tornare indietro.

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Lo scenario dentro cui si muovono le coccinelle resta immutato dall’inizio alla fine del libro: due linee ai bordi opposti di una pagina doppia ad indicare la partenza ed il traguardo. Tra le due linee c’è la storia di una gara incredibile, raccontata attraverso piccoli e minuziosi disegni capaci di costruire, da soli, una trama che stupisce ed emoziona. Una festa di forme e colori con le minute illustrazioni colorate a definire movimenti e ritmi cromatici.

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Quando i colori si spostano fuori dalla pagina, oltre il traguardo, restano due enormi pagine bianche con due piccoli puntini grigi: la prima e l’ultima coccinella. La più veloce e la più lenta. Loro due, nella storia, non si sono mai perse. Sono rimaste insieme nel bianco. Insieme anche quando c’era una linea di traguardo che avrebbe potuto dividerle.

La gara delle coccinelle, di Amy Nielander, Terre di mezzo editore, 2016

(*) Un’autrice che ha giocato e ha costruito una significativa riflessione intorno al tema del limite fisico della pagina è Suzy Lee, con i suoi tre libri L’Onda, Ombra e Mirror ed il suo saggio La trilogia del limite, di cui presto racconteremo sul blog.

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