Come appiglio, l’universo

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Prima di. Più che un avverbio, un tentativo per esorcizzare il tempo. Per oltrepassarlo, fosse anche solo nello spazio di 64 pagine. Così la storia di ‘Pinocchio prima di Pinocchio’ ti porta in un posto che sta oltre l’inizio, fino ad un big bang. Perché è certo. Prima che il pezzo di legno diventasse burattino c’è stato l’universo.
Così, le poche parole del libro ti svelano che quello che stai per leggere è un viaggio verso le origini. Non si tratta, però, di tecnica narrativa o di un modo originale, di rodariana memoria, per affrontare un grande classico della letteratura. Anzi, Pinocchio qui è quasi un pretesto, un’occasione per guardare alla finitezza dell’esperienza, avendo il cosmo come appiglio e il mondo del burattino come circostanza.

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Il libro è un sussegurisi di inizi. Nelle prime pagine i disegni sono ordinati sul foglio come fossero fotogrammi impressi su una pellicola. Tanti singoli frammenti di un’azione capaci di restituire, insieme, l’illusione del divenire, con il cambiamento che irrompe nella pagina successiva.

Gli acquerelli di Sanna continuano a raccontare la genesi. Tracciano la nascita della pianta e mostrano la terra che si fa ventre. Una linea concava verso l’alto, per accogliere e far crescere. C’è l’albero, ancora piccolo, ma già pronto alla vita. I colori, intanto, anticipano quello che sta per accadere.Torna l’energia dal cielo. Il fulmine che squarta, spezza.

Quando giri la pagina hai davanti agli occhi una tavola immensa. Ed un nodo alla gola. Hai davanti un disegno che grida.

Un nuovo inizio. L’esile ramo si stacca, cade e si allontana. Vicino ad un Pinocchio, reso ai minimi termini, riconosci i suoi compari di avventura. Il bosco si fa teatro e le fiamme che lo bruciano, il gigantesco Mangiafuoco. C’è anche il serpente,  personaggio secondario nella storia di Collodi, che diviene protagonista e simbolo in questo libro che rievoca le origini.

Si susseguono pagine dove tutto viene mangiato, divorato e, poi, restituito. Succede con il serpente, con il pescecane e con lo squalo. Succede con l’arte, dove occorre nutrire gli occhi ed il pensiero per poter costruire visioni. Per andare verso nuovi inizi.

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Nelle ultime tavole ci sono tutti i protagonisti del libro, quasi in processione. Una specie di calvario in cui riconosci il figlio che porta in braccio il padre fino alla cima del monte. Fino ad un nuovo inizio per entrambi; quando, tra le fronde dell’albero, si confondono i segni di una storia che è già stata ed un’altra che deve ancora accadere.

Quello che Sanna compie è un viaggio nelle meccaniche celesti che governano la nascita e il distacco, l’inizio e il commiato. Il senso. Dentro il libro ci sono le domande senza risposte, davanti alle quali, l’unica consolazione è immaginarsi come pezzo, parte di qualcosa di più grande. Qualcosa che non finisce. L’universo, per esempio.

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo

Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna, Orecchio Acerbo, 2015

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