Ci sono giorni

Solo per un giorno, Leuck-Boutavant, MottaJunior

Solo per un giorno, Leuck-Boutavant, MottaJunior

I giorni del calendario non sono tutti uguali. Ci sono i giorni in cui hai voglia di andare da un’altra parte. E diventare un’ape ti aiuterebbe. Ci sono i giorni delle rivincite. Ed essere un orso renderebbe tutto più facile. Ci sono i giorni storti e quelli in cui ti metti alla prova. Ci sono giorni e così tanti altri. E tante volte ci pensi a come sarebbe facile affrontarli tutti se solo tu fossi solo un po’ più… o giusto un po’ meno… Se solo tu fossi diverso da come sei.

Solo per un giorno, Leuck-Boutavant, MottaJunior

Solo per un giorno, Leuck-Boutavant, MottaJunior

Nel libro succede. E allora ti puoi immaginare farfalla o balena, porcospino o serpente. Puoi, in ogni facciata, cambiare specie e faccia a seconda di quello che ti suggerisce la pagina precedente. Puoi, perché si tratta di un libro magico.
L’incantesimo, però, non si realizza con la formula magica ma con un gesto. Devi girare la pagina. E da un contesto reale su sfondo bianco arrivi nella situazione desiderata. La magia è compiuta; così al posto del bambino o della bambina ci sono un serpente o un porcospino, mai soli, perché la matita stregata di Marc Boutavant non dimentica nessuno. Allora tutti quelli che stavano nella pagina precedente li ritrovi trasformati nella pagina successiva. Tutti più o meno a loro agio nelle nuove sembianze. Individuarli sul foglio e riconoscerli diventa un gioco ed una gioia per gli occhi.

Le magie più belle sono quelle in cui i desideri si realizzano. Se poi i desideri si realizzano al suono di una rima baciata, la magia diventa indimenticabile. Per questo tutti, anche quelli che ti stanno ascoltando mentre leggi il libro, cominciano a unirsi al coro del desiderio scritto, per indovinarlo, per anticiparlo, perché, se lo diciamo tutti insieme, c’è qualche probabilità in più che si realizzi.

Solo per un giorno, Leuck-Boutavant, MottaJunior

Solo per un giorno, Leuck-Boutavant, MottaJunior

Il libro finisce con un bambino in poltrona che pensa. Ed il suo pensiero è uno di quelli importanti, anche se detto con parole semplici e leggere. Ti saluta con un concetto e uno specchio per fare pace con tutte quelle volte in cui non sei stato solo un po’ più… o giusto un po’ meno.

‘Solo per un giorno’ di Laura Leuch e Marc Boutavant , Motta Junior, 2010

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