San Girolamo, grazie!

Il vestito nuovo del re, di Xosé Ballesteros, João Caetano, Kalandraka

Il vestito nuovo del re, di Xosé Ballesteros, João Caetano, Kalandraka

La storia del vestito nuovo del re è una storia amara, di quel sovrano indegno di essere tale e di quel popolo che aveva (ahimè) il regnante che meritava. Metafora del potere, storia triste che racconta bene epoche e personaggi di tutti i tempi, passati e presenti. Una fiaba classica che ti fa ridere di gusto perché tu che leggi sei dall’altra parte. Per dirla meglio. Ti fa ridere di gusto proprio fino a quando ti senti dall’altra parte; fino a quando, cioè, guardi con gli occhi del bambino e ti riconosci nel piccolo, in quello che ha capito, che ha visto e che ha la forza e la libertà di dire a tutti che: ‘Sì, è così, il re è nudo’. Se, al contrario, solo per un attimo, vesti i panni di uno di quelli che stanno lì a battere le mani, o degli altri, costretti a reggere il mantello, ecco che la disillusione sale ed il rammarico o la vergogna potrebbero costringerti a chiudere frettolosamente il libro.

Proviamo, allora, a leggere il libro restando con lo sguardo del bambino, perché questo è decisamente un libro da gustare piano. Occorre prendersi tutto il tempo per restare sulle pagine e guardare.

Il vestito nuovo del re, di Xosé Ballesteros, João Caetano, Kalandraka

Il vestito nuovo del re, di Xosé Ballesteros, João Caetano, Kalandraka

L’ironia della storia di Andersen resta nell’adattamento di Xosé Ballesteros che ne amplifica il sarcasmo, in un esercizio di sottrazione di parole dal racconto originario. Un testo che diventa essenziale, per dettare il ritmo alle pagine e lasciare alle figure il compito di raccontare oltre. Ed in effetti le illustrazioni di João Caetano si spingono oltre, fino ad un mondo dove sulle pagine si intrecciano le citazioni ed i rimandi, in cui il filo rosso di tutta la storia non è un modo di dire, ma lo vedi felicemente rappresentato in ogni figura.

I collage di Joao Caetano sono un continuo richiamo all’indole del sovrano e al pretesto narrativo intorno a cui si costruisce il racconto. Paesaggi, dettagli e metafore visive per dire di alta moda e manie del re. A cominciare dai risguardi con i cartamodelli, per finire al metro, ai bottoni, fili e ditali sparsi tra le pagine. Tutto si muove giocosamente intorno alla figura del re, con simboli ed oggetti, dalla corona al manichino, trasformati in occasioni per canzonare sua maestà.

Un ultimo intreccio del libro è quello con l’arte. Finisce dentro al picture book l’opera san Girolamo nello studio del pittore Jan van Eyck. Il quadro con il santo intento a leggere, simboleggia l’illuminazione divina della cultura e diventa parte della scenografia narrativa, proprio nella pagina dove il re incontra i sarti truffaldini.

Il contrasto è forte ed è riuscito. Un ignaro san Girolamo ci ha sussurrato che i libri ci possono salvare dai buffoni di corte.

'San girolamo nello studio' di Jan van Eyck, 1442

‘San girolamo nello studio’ di Jan van Eyck, 1442

Il vestito nuovo del re, di Xosé Ballesteros, João Caetano, Kalandraka Italia, 2009

Categorie:i libri

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