La via d’uscita

La mia famiglia selvaggia, di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

La mia famiglia selvaggia,
di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

Ci siamo passati tutti dai temi e dai compiti assegnati per presentare la propria famiglia alla maestra e alla classe.

Se fatto in modo sincero, il racconto della propria famiglia è una faccenda assai complessa, un po’ come aprire le pagine di un diario segreto e farle leggere ad altri. Davanti ad un tale compito capita che i bambini più scaltri o quelli più riservati provino a cavarsela con poche frasi neutre, in grado di non scontentare nessuno (nonna, zia e maestra comprese).

A tutti gli altri bambini che, coraggiosamente affrontano il tema, Laurent Moreau offre una straordinaria via d’uscita: un ritratto di famiglia, dove le figure presentano le caratteristiche di amici e parenti aggiungendo significato alle parole.

Così, ad esempio, posso scrivere che mio fratello grande è forte ed è meglio non contraddirlo ma, se accanto a questo testo aggiungo un grosso elefante che poggia la sua zampa su un minuscolo gioco, avrò reso meglio l’idea. Ora tutti potranno capire che tipo è veramente mio fratello.

La mia famiglia selvaggia, di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

La mia famiglia selvaggia,
di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

Ogni pagina diventa una sorpresa da leggere con occhi attenti. Le immagini, cariche dei colori di Moreau, sono panoramiche, ricche di dettagli, dove ci metti un po’ prima di individuare chi nel disegno è il fratello o l’amico. E intanto ti diverti a scoprire cosa fanno tutti quelli che popolano le doppie pagine, mentre il racconto va avanti.

Il libro è costruito sulla capacità di trasformare qualcosa di astratto, come una caratteristica di una persona cara, in qualcosa di visibile e concreto grazie alle figure. Il gioco proposto da Moreau non è affatto banale anche perché il legame tra soggetto descritto e animale rappresentato non è mai un riferimento costruito su qualità esteriori ma riguarda il carattere, il temperamento, il sentimento di chi scrive. Così per raccontare del nonno troviamo un cervo elegante, o per dire di una mamma che è la più grande e bella di tutti, una giraffa.

Alla fine anche lei, la voce narrante, la bambina che ci ha presentato la sua famiglia eccezionale viene allo scoperto. Una pagina intera in cui c’è solo lei che ancora non è certa di avere qualcosa di speciale, mentre noi che guardiamo e leggiamo ne abbiamo assoluta certezza.

La mia famiglia selvaggia, di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

La mia famiglia selvaggia,
di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

E tu?
Una domanda prima di chiudere il libro. Eccola chiara ed esplicita la via d’uscita che Laurent Moreau offre alla fine del libro a quei bambini alle prese con il compito. Non scrivete il tema, fate come quella bambina. Anche le vostre, come tutte del resto, sono famiglie eccezionali, mettetele in un libro ilustrato, perchè in un foglio a righe non ci stanno.

La mia famiglia selvaggia, di Laurent Moreau, Orecchio acerbo, 2014

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...