Per una zuppa di cavoli

Il piccolo coniglio bianco di Xosé Ballesteros e Óscar Villán, Kalandraka, 2008

Il piccolo coniglio bianco di Xosé Ballesteros e Óscar Villán, Kalandraka, 2008

È cominciata così. Un piccolo coniglio bianco è andato nell’orto a raccogliere i cavoli ed è arrivata una capra.
Il coniglio racconta la sua disavventura ad un toro, ad un cane e ad un gallo. A tutti quelli che pensa possano aiutarlo. Lo sfondo alle scene è essenziale, quasi fisso: un colore che domina la pagina (dalla copertina, alle pagine interne, alla quarta di copertina), su cui spicca un prato e di volta in volta una casa, o una staccionata e gli animali. È soprattutto lui, il protagonista della storia, con le espressioni della faccia, la postura del corpo a dare movimento alla narrazione dello sguardo.

Il piccolo coniglio bianco, di Xosé Ballesteros e Villán Óscar, Kalandraka, 2008

Il piccolo coniglio bianco,
di Xosé Ballesteros e Villán Óscar, Kalandraka, 2008

Questa storia sembra un ritornello. Come una filastrocca, il racconto di ciò che è accaduto torna sempre uguale, in ogni doppia pagina. Ma, per convincere gli animali della cattiveria della capra, occorrono definizioni nuove. Parole, e nemmeno tante, per dire della stessa capra. Quella capra caprella, capra caprona, capra caprassa, che, se dovesse saltare addosso al piccolo coniglio bianco, sarebbe capace di cose terribili. O almeno di tutte quelle cose che fanno spavento e finiscono con una rima baciata.
Il libro ha il ritmo di una composizione musicale, che ricorre invariata nel corso delle pagine. Ti resta in testa e la leggi come fosse una cantilena, con un tono che si abbassa, proprio come le orecchie del coniglio ad ogni incontro. Almeno, fino a quando, non compare, l’audace formica santippa. Quella che non immagini possa fare qualcosa per te. E allora nemmeno ti prendi la briga di raccontare. Ma aspetti che sia lei a domandare.

Il piccolo coniglio bianco, di Xosé Ballesteros e Villán Óscar, Kalandraka, 2008

Il piccolo coniglio bianco,
di Xosé Ballesteros e Villán Óscar, Kalandraka, 2008

Il libro è popolato da animali grandi, grandissimi. Non li vedi mai per intero in tutto il libro perchè non ci stanno nello spazio di una pagina. E nonostante la mole te lo dicono chiaramente che hanno paura. Alla fine la malefica capra con una scusa fugge via. Merito della formica santippa.
Però, attento, non ti far ingannare dai disegni. La differenza tra gli animali non è la stazza. È la capacità di coltivare il coraggio di ribellarsi. La formica santippa questo lo sa bene. Da oggi lo sa pure la capra. E noi, che facciamo finta di saperlo, ce ne saremo ricordati.

Il piccolo coniglio bianco, di Xosé Ballesteros e Óscar Villán , Kalandraka, 2008

Categorie:i libri

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