Se la osserviamo da vicino, una parola non mente.

adirivieni-copertina

‘Andirivieni’ di Isabel Minhos Martins- Bernardo Carvalho- di Planeta Tangerina, La nuova frontiera, 2013. Premio Andersen 2014 come miglior libro di divulgazione

 Le parole

Andirivieni come una festa, una libertà di andare e di tornare, di attraversare il mondo.
Eppure le parole se le guardi da vicino non mentono. È una regola. Vale per tutte le parole, anche per ‘salto di civiltà‘, che è una parola a cui noi siamo molto affezionati. Perché è una parola che ci trasmette sicurezza, ottimismo. Perché, lo sanno tutti gli occidentali, il salto di civiltà è un salto da gigante, in grado di portarci ancora più distante.

Allora ecco che il libro guarda dietro alle parole e ci trova le rondini del Mar Glaciale Artico, le farfalle monarca, la balena grigia, i tonni, gli gnu e gli elefanti marini che attraversano, semplicemente, la terra, senza alternarne gli equilibri.
‘Andirivieni’ è un libro sul finto mito del progresso, che non dà lezioni moralistiche a nessuno, bambini compresi.

Si dice che i buoni libri non sono quelli che ti istruiscono ma quelli che ti interrogano. Andirivieni è allora un buon libro. È un libro che con beffarda ironia insinua il dubbio: forse non sarebbe sbagliato ricordare che i piedi non esistono solo per portare le scarpe.

Andirivieni, di Minhós Martins Isabel e Carvalho Bernardo, La Nuova frontiera

Andirivieni, di Minhós Martins Isabel e Carvalho Bernardo, La Nuova frontiera

I segni

Tutti si muovono in questo libro. Lo vedi. Lo spazio da attraversare è grande. Non ci sta in un foglio. L’immagine deve occupare per forza entrambe le pagine.

Terra, animali e uomini che condividono uno spazio. Così in un collage bellissimo, fatto di trasparenze, su ogni pagina le forme si sovrappongono ed i colori cambiano. La senti l’aria dei colori brillanti che ti soffiano in faccia e trattieni il fiato davanti al nero che ti soffoca. Le figure sono definite grazie a pochi particolari, piatte, eppure ti sembra che nessuno in questo libro resti fermo.

Se guardi bene ti accorgi che su alcune pagine ci sono ritagli, pezzi avanzanti di pellicole che stanno all’interno della pagina. Secondo me (ma non ho avuto l’occasione di domandarglielo) Bernardo Carvalho ha voluto lasciare traccia del lavoro manuale, della ricerca che sta dietro alle sue illustrazioni. Non è imperfezione, è fatto a mano.

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